A qualcuno sarà capitato di aver intercettato, nelle propria infanzia e magari con una vecchia radio di legno a transistor del nonno, delle trasmissioni radiofoniche clandestine e misteriose su frequenze ad onde corte: in queste trasmissioni jingle e melodie si alternano a stringhe di numeri e di lettere che si ripetono, apparentemente senza senso.

Si tratterebbe di “numbers station”, emittenti che, secondo alcuni, trasmetterebbero dati cifrati per sistemi di navigazione o telecontrollo, ma anche messaggi codificati trasmessi dalle agenzie governative o dai servizi segreti alle spie sparse in tutto il mondo.

A molte di queste emittenti sono stati accostati nomi di fantasia, tratti dai jingle che ne accompagnano l’inizio delle trasmissioni: “Cherry Ripe”, ad esempio, prendeva in prestito le note di una canzone folk inglese del diciannovesimo secolo, “Swedish Rhapsody”, invece, il pezzo composto dal musicista Hugo Halfven e la famosa “The Lincolnshire Poacher”, l’omonimo motivetto popolare del Regno Unito.

Sebbene ad oggi nessun governo o ente nazionale abbia mai apertamente riconosciuto la loro esistenza o il loro utilizzo, comprovate testimonianze ne datano la nascita al periodo della prima guerra mondiale: un articolo del 1998 sul The Daily Telegraph citava un portavoce del Department of Trade and Industry che affermava, riferendosi alle numbers station: “Sono ciò che supponete siano. La gente non dovrebbe essere suggestionata da esse. Non sono, dovremmo dire, di pubblico uso”.

Secondo questa teoria, i messaggi sarebbero cifrati con un cifrario di Vernam per evitare ogni rischio di decifrazione da parte del nemico e le numbers station avrebbero cambiato le modalità delle loro trasmissioni o effettuato operazioni fuori programma in concomitanza con grandi eventi politici, come la crisi costituzionale Russa del 1993.

Ad ogni modo, la stazione cubana “Atención” è stato il primo caso di una numbers station ufficialmente e pubblicamente accusata di spionaggio: la stazione, infatti, è stata al centro di un’inchiesta di una corte federale statunitense che ha portato all’arresto della rete Wasp di spie cubane nel 1998.

Insomma, intorno alle numbers station ruotano molti misteri, al punto da essere state al centro di serie televisive come “Lost” o “Fringe”, oppure di videogiochi come “Call of Duty: Black Ops”, ma non solo: “The Conet Project” è una raccolta delle più famose numbers station mai intercettate dagli appassionati di tutto il mondo edita dalla casa produttrice britannica Irdial Disc articolata inizialmente su quattro dischi, saliti poi a cinque in occasione dell’uscita della nuova edizione nel 2013 arricchita di foto di apparecchiature ipoteticamente usate dai servizi segreti di oltrecortina per la trasmissione di queste misteriose emittenti.

Lo scopo del progetto sarebbe testimoniarne l’esistenza e, se possibile, cercare conferme ufficiali del loro utilizzo e della loro diffusione globale: una commistione tra musica e mistero di cui non potevo non occuparmi nei miei spettacoli!