Palazzo Penne è un edificio di costruzione rinascimentale, che si trova nel pieno centro storico di Napoli, nei pressi di Largo Banchi Nuovi.

Venne costruito nel 1406, da Antonio Penne, in prossimità del piccolo largo che rappresentava uno dei primi ingressi alla città.

Nel corso dei secoli il palazzo passò a diverse famiglie nobili, fino a quando venne acquistato nel 2002 dalla Regione Campania e poi ceduto nel 2004 all’Università Orientale, ma purtroppo il progetto ed i relativi lavori che prevedevano la realizzazione di un polo universitario d’eccellenza con laboratori, aule per seminari e convegni e servizi per studenti non furono mai avviati.

Non tutti sanno, però, che Palazzo Penne a Napoli è noto come “palazzo del diavolo”.

Antonio Penne, segretario e consigliere di Ladislao I di Napoli detto il Magnanimo, re di Napoli (1377 – 1414), arrivato a Napoli, si innamorò di una stupenda ragazza, alla quale chiese ovviamente di sposarlo.

La ragazza, avendo già altre offerte di matrimonio e dovendo già dare, il giorno dopo, una risposta ad altri corteggiatori, gli rispose che avrebbe acconsentito soltanto nel caso che le avesse costruito, in una sola notte, un palazzo quale pegno d’amore e dono di nozze.

Un’impresa del genere, nonostante la buona volontà di Antonio Penne, richiedeva un aiuto particolare, anzi, quasi sovrannaturale. Il giovane chiese allora aiuto al diavolo, che in cambio pretese la sua anima facendogli firmare inoltre un contratto col suo stesso sangue.

Penne, da esperto segretario quale era, riuscì comunque a farsi sottoscrivere una clausola che avrebbe rivelato a lavoro ultimato: completato il palazzo, infatti, il giovane chiese al diavolo di contare una grossa quantità di grano chicco per chicco. Alla fine del conteggio, il diavolo constatò che cinque chicchi mancavano all’appello, senza accorgersi che Antonio Penne, cospargendoli di pece, aveva fatto in modo che finissero inconsapevolmente tra le sue unghie.

Letteralmente preso in giro, il diavolo si infuriò iniziando una dura discussione con Antonio Penne che, a un certo punto, si fece il segno della croce, costringendo così il diavolo a sprofondare in un buco apertosi nel pavimento.

Quel buco, che per molti non è nient’altro che un pozzo chiuso, è ancora all’interno del cortile del palazzo…