“Alcuni mesi fa qualcuno mi chiamò al telefono. Era mezzanotte. Una voce bassa, pacata, cortese mi domandò se fossi proprio il regista Enzo Trapani, si scusò per l’ora indebita, ma aggiunse che gli era particolarmente congeniale; e poi, sempre con lo stesso tono di voce, mi disse che era molto offeso, che la televisione non si occupava mai di lui e che era ora di dedicargli una trasmissione. Dopo tutto, con i tempi che corrono, non era il primo venuto… Io lo stavo ad ascoltare. Chi poteva essere questo sconosciuto? Un padrino, l’uomo in frac di Modugno, una guardia notturna? Alla fine il signore si presentò: “Perché vede” mi disse con malcelato imbarazzo, “io sono il diavolo!”. E riattaccò immediatamente. Era uno scherzo di un amico, la trovata di un rompiscatole? E se invece fosse stato il diavolo per davvero?”

Così il regista Enzo Trapani racconta la nascita del programma televisivo “Stryx”, andato in onda su Rete 2 (l’odierna Raidue) nell’autunno del 1978, e aggiunge: “l’idea mi è venuta mangiando salame e fichi. In tv c’è bisogno di una Canzonissima flambé, con personaggi non abusati e soprattutto non banali. Via i ritmi edulcorati e le cantanti “uso famiglia” con la gota rotonda e la bocca a cuore”.

Stryx era una sorta di un varietà neopagano con continui riferimenti al diavolo, dove le scenografie ricordavano il covo del signore degli inferi e, grazie al fatto che la TV a colori stava finalmente diventando disponibile per la maggior parte delle famiglie italiane, Trapani decise di utilizzare Stryx come  sperimentazione per le nuove tecnologie: chromakey, lenti deformanti, ghiaccio secco e effetti speciali simil-3D furono impiegati per rendere Stryx il massimo dell’esperienza visiva.

Al grido di “Signore e signori, il diavolo”, una processione di demoni, goblin, odalische e ballerini faceva ingresso sul palco e un esperto di tradizioni esoteriche napoletane spiegava i fondamenti della chiromanzia, della kabbalah e della tasseografia (la lettura dei fondi di tè e caffè).

Alcune performer dal seno scoperto ancheggiavano al ritmo di un adattamento della danza dei sette veli, altri facevano sacrifici umani mentre venivano marchiati da un sosia di Caligola.

La maggior parte della trasmissione, però, era occupata dalle esibizioni di cantanti come Grace Jones, una regina delle discoteche nata in Giamaica, spesso vestita con succinte pellicce di leopardo o bikini, e, accanto a successi come Fame, ha anche reinterpretato con il suo stile la canzone classica napoletana “Anima e Core”: per restare coerente allo stile della trasmissione, si è esibita in una vasca di cristallo, con una doccia che simulava una cascata sopra la testa e una quantità esagerata di bolle di sapone che venivano soffiate nella sua direzione, mentre la cantante che dava il meglio di sé era Patty Pravo.

Per rendere l’atmosfera più medievale, il menestrello Angelo Branduardi diventava “musicus diabolicus”, un folletto catturato da una foresta, che cantava mentre suonava lo strumento del diavolo, il violino: la maggior parte del suo repertorio si basava su testi e melodie ispirati al Medioevo e al Rinascimento.

Pur essendo atmosfere esoteriche e nudità non completamente nuove per gli spettatori italiani, grazie ad alcuni programmi televisivi degli anni ’70 come “Dirodorlando” oppure “Odeon”, la combinazione tra di questi due elementi si dimostrò piuttosto difficile da mandare giù: dopo il primo episodio di Stryx trasmesso il 15 ottobre 1978, la RAI fu sommersa da telefonate di spettatori indignati.

Lo spettatore televisivo medio, infatti, non era abituato a questo ironico apprezzamento del diavolo e dei goblin, dei sacrifici umani e della nudità e Stryx venne tagliato dopo appena sei episodi con la motivazione che nove milioni di telespettatori di ascolto non erano soddisfacenti per una trasmissione in prima serata.

Enzo Trapani, in seguito, ripropose un format simile, “C’era due volte”, all’interno del quale Ilona Staller narrava le favole più famose aggiungendo, però, un finale inedito e rivoluzionario (il principe di Cenerentola sposa una delle due sorellastre, il cavaliere de La bella addormentata nel bosco beve la pozione e si addormenta al fianco dell’amata, etc.), continuando con la sperimentazione e l’elaborazione di temi onirici e fantasiosi, aggiungendo quel tocco personale di provocazione audace già mostrato in Stryx.

Ossessionato da pensieri paranoici sull’invecchiamento che forse proprio demoni e goblin gli avevano ispirato, il 5 novembre del 1989 il regista si uccise sparandosi un colpo di pistola alla tempia, facendo calare definitivamente un velo di oscurità sulla sua vita terrena.