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A Torino asportato un tumore utilizzando l’ipnosi al posto dell’anestesia

Nella sala operatoria il tempo sembra sospeso. Le luci sono quelle fredde della chirurgia, i gesti precisi, calibrati. Eppure, in quel momento, qualcosa di straordinario accade: il paziente non dorme.

Ha 76 anni, viene dalla Puglia, e mentre i chirurghi lavorano sul suo corpo, la sua mente è altrove. Cammina tra ulivi assolati, sente il vento leggero delle sue terre, forse rivede frammenti di vita familiare. Non è un sogno: è ipnosi.

A Torino, all’ospedale Molinette, un intervento che altrove era stato giudicato impossibile diventa realtà. L’uomo, troppo fragile per affrontare un’anestesia generale a causa di una grave insufficienza respiratoria, era stato considerato inoperabile. La ventilazione artificiale avrebbe potuto costargli la vita.

Ma qui la medicina decide di cambiare strada.

Nasce così un protocollo diverso, quasi rivoluzionario: chirurgia “awake”, da svegli. Un equilibrio sottile tra anestesia locale e ipnosi clinica, costruito su misura per lui. A guidarlo, non solo bisturi e monitor, ma anche la voce di chi lo accompagna lontano dalla sala operatoria, trasformando la paura in immagini, il dolore in distanza.

E mentre il corpo subisce un intervento delicato – l’asportazione di una parte del colon – la coscienza resta vigile, ma protetta, come avvolta in un’altra realtà. Durante l’operazione, il paziente parla, racconta, vive altrove.

L’intervento dura circa un’ora. Nessuna terapia intensiva dopo. Già il giorno seguente l’uomo cammina, mangia, recupera con una rapidità che ha qualcosa di sorprendente.

Non è solo un successo clinico. È uno spiraglio.

Una nuova frontiera per chi, fino a ieri, non aveva alternative. Per i pazienti fragili, per chi non può permettersi i rischi della medicina tradizionale, questa tecnica apre una possibilità dove prima c’era solo un limite.

E forse è proprio qui il punto più affascinante: mentre la chirurgia diventa sempre più avanzata, torna anche a qualcosa di profondamente umano. Alla parola, all’immaginazione, alla mente che accompagna il corpo oltre la paura.

In una sala operatoria di Torino, qualcuno è stato operato senza dormire.
E mentre accadeva, stava camminando tra gli ulivi.

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Vito Gattullo
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