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Come alterare i ricordi di qualcuno a piacimento

Non tutti sanno che la “memoria” è in realtà un sistema molto complesso: esistono memorie a breve e a lungo termine, ovvero la capacità di ricordare un numero di telefono solo per il tempo necessario a digitarlo e quella di recitare una filastrocca imparata a memoria da bambini, memorie procedurali, ad esempio come si guida un’auto, memorie autobiografiche che ci consentono di ricordare tutto ciò che ci è successo in vita, memorie sensoriali che riguardano suoni oppure odori, e la memoria semantica, che ci fa riconoscere suoni e parole nelle lingue che conosciamo.

Esistono però anche le false memorie: come spesso mi piace dimostrare nei miei spettacoli, è possibile alterare la memoria di qualcuno convincendolo a ricordare qualcosa che non è mai accaduto oppure a dimenticare qualcosa che ha appena visto.

Nel video che segue, in cui è possibile attivare i sottotitoli in italiano, la psicologa Elizabeth Lotus, un’esperta di manipolazione della memoria, racconta in una Ted Conference com’è possibile che i ricordi vengono deformati o modificati a partire da informazioni fuorvianti: tutto comincia analizzando il caso di Titus, condannato ingiustamente per stupro perché riconosciuto “con assoluta certezza” dalla vittima…

È possibile guarire sognando?

Molto spesso nei miei spettacoli racconto del significato dei sogni e di alcuni simboli legati ad essi, spesso introducendo anche il tema dei sogni lucidi, ovvero quel tipo di sogni in cui non solo chi dorme si accorge di sognare, ma può di fatto controllarne lo svolgimento e ciò che accade con la consapevolezza che in realtà sta tranquillamente dormendo nel proprio letto.

Nonostante gli esseri umani facciano sogni lucidi da migliaia di anni, solo recentemente si è riuscito a capire molto meglio cosa succede durante questi sogni: confrontando, infatti, le risonanze magnetiche delle persone addormentate, sveglie, o mentre fanno sogni lucidi, i ricercatori hanno accertato che questi ultimi avvengono in uno stato a metà strada tra il sonno REM, in cui avviene la maggior parte dei sogni, e la veglia.

A differenza dei sogni normali, però, quelli lucidi implicano un’attività cerebrale in aree associate alla memoria e in regioni con un ruolo nelle cosiddette funzioni cognitive superiori, come il controllo del comportamento.

Nel corso del tempo gli psicologi si sono sempre interessati all’utilizzo dei sogni per riscrivere gli incubi o per aiutare alcuni pazienti a superare le loro paure, ma la possibilità di usare i sogni lucidi è sempre stata limitata dal fatto che è particolarmente complesso attivarli e – come succede con tutti i sogni – per il fatto che il loro ricordo svanisce al risveglio.

Oggi, però, grazie alla scoperta di sistemi efficaci per indurre questo genere di sogni, la situazione potrebbe cambiare e sta persino diventando possibile comunicare con chi sogna e registrare cosa succede, aprendo la strada alla prospettiva di poter entrare volontariamente in questo stato mentale e creare delle terapie per chi ha gli incubi, soffre di ansia o ha altri disturbi, rendendo di fatto possibile curare la gente mentre sogna.

I primi indizi che l’esperienza del sogno lucido potesse rafforzare o addirittura espandere l’uso terapeutico dei sogni sono arrivati nello scorso decennio, quando gli psicologi hanno scoperto che le persone in grado di fare sogni lucidi hanno più probabilità di resistere ai traumi e di evitare gli incubi.

Poi, nel 2015, Brigitte Holzinger ed i suoi colleghi dell’istituto per la ricerca della coscienza e del sogno di Vienna hanno dimostrato che i sogni lucidi rendono più efficace la terapia per gli incubi.

Holzinger ha chiesto ad alcuni pazienti di provare ad avere sogni lucidi: ebbene, chi ci riusciva smetteva di avere paura di dormire e cominciava ad apprezzare i propri soni.

Un paziente ha addirittura scoperto che poteva tornare al momento precedente l’inizio della minaccia in un incubo e proseguire il sogno nella direzione opposta: secondo i pazienti, i sogni lucidi davano una sensazione di controllo e di potere che si rifletteva anche sulla vita da svegli, un cambiamento particolarmente apprezzato rispetto alla sensazione di impotenza avvertita negli incubi.

Si tratta del risultato ottimale per questo tipo di terapia, ovvero consentire ai pazienti di affrontare la causa del loro trauma o delle loro ansie guidando o cambiando il corso dei sogni, magari comunicando con il paziente proprio mentre è addormentato, per fornire un aiuto esterno quando affronta la causa di un trauma: a molti sarà capitato, infatti, di avvertire in sogno un suono del mondo esterno, come ad esempio la musica di una radio o un rumore proveniente dalla strada, ma è davvero possibile mandare di proposito dei messaggi nei sogni di qualcuno?

Per scoprirlo Kristofer Appel, studioso del sonno e dell’attività onirica all’Università di Osnabrück, in Germania, ha messo insieme alcune persone in grado di fare sogni lucidi e ne ha monitorato le onde cerebrali e i movimenti oculari mentre dormivano: durante i sogni lucidi, infatti, è possibile muovere volontariamente gli occhi, perciò Appel ha chiesto ai volontari di fargli capire quando stavano facendo dei sogni lucidi guardando due volte da sinistra verso destra.

Una volta ricevuta questa conferma, Appel inviava dei messaggi nei loro sogni utilizzando un segnale acustico o una luce lampeggiante: sette volontari su dieci hanno riferito di aver inserito i segnali acustici o luminosi nei loro sogni.

Oltre ad avere molte applicazioni terapeutiche, controllare i sogni lucidi potrebbe consentire di sfruttare meglio la propria creatività: molte persone, infatti, trovano ispirazione nel sonno, come Paul McCartney che ebbe lo spunto per la melodia di Yesterday proprio mentre dormiva.

Insomma, con il miglioramento delle tecniche per indurre i sogni lucidi e comunicare con i pazienti le possibilità potranno solo aumentare: superare una fobia mentre si ricevono messaggi di sostegno dall’esterno oppure mettere fine a un incubo ricorrente scegliendo un finale diverso sarà possibile davvero molto presto.

Come ricordare qualunque cosa

Qualche anno fa Longanesi ha pubblicato in Italia “L’arte di ricordare tutto”, un saggio di Joshua Foer sul funzionamento della memoria ricco di aneddoti e storie interessanti, in cui l’autore racconta anche di come si è fatto istruire da un campione di esercizi mnemonici ed ha vinto i campionati americani di memoria nel 2006.

Con quel libro Foer ha dimostrato come, con un po’ di costanza nell’esercitarsi ed in poco tempo, si possono apprendere le tecniche usate per ricordare a memoria molte informazioni, come un numero lungo centinaia di cifre.

Una ricerca condotta presso la Radboud Universiteit Nijmegen nei Paesi Bassi ha dimostrato – con metodi più scientifici e test su un maggior numero di persone – che la capacità di ricordare molte informazioni può essere alla portata di tutti, e che non dipende da un particolare dono in possesso di pochi.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica “Neuron” ed ha suscitato molto interesse: Martin Dresler, che ha guidato la ricerca, ha notato che nel cervello degli dei campioni di memoria si attivano connessioni molto particolari, ma che possono essere attivate con poche settimane di allenamento. Insomma, con un po’ di esercizio questa capacità può essere acquisita più o meno da chiunque e non ci sono particolari differenze con i campioni, tranne il loro maggior allenamento.

Ma come ci si può allenare per migliorare la propria memoria?

Se pensiamo al fatto che raccogliamo la maggior parte delle informazioni sul mondo che ci circonda attraverso i sensi e principalmente la vista, il nostro stesso modo di ricordare le cose si basa proprio su ciò che abbiamo visto. Una tecnica di memoria molto utilizzata, ad esempio, consiste nell‘immaginare un luogo di cui si ha una conoscenza perfetta, per esempio casa propria, e di creare un percorso al suo interno, lungo il quale inserire le cose da ricordare e che possono essere facilmente associate a un quadro o a un altro oggetto già presente nella casa.

La tecnica viene affinata trovando legami e associazioni tra le informazioni da ricordare, in modo da fissarle ancora meglio nel ricordo: se, ad esempio, dovessi ricordare la sequenza 2 – 6 – 9 – 5, posso pensare a un percorso che passi davanti alle 2 fotografie nell’ingresso di casa, sotto le quali ci sono 6 scarpe comprate da mio figlio di 9 anni per una partita di calcio a 5.

I campioni di memoria utilizzano e affinano tecniche di questo tipo, basate su luoghi e storie assurde e per questo più semplici da ricordare, creando col tempo con la loro immaginazione degli enormi grattacieli che possono contenere migliaia di informazioni.

Personalmente eseguo poche dimostrazioni di memoria nei miei spettacoli di mentalismo, ma posso suggerirvi un libro che mi ha aiutato a sviluppare la capacità di ricordare a memoria l’ordine esatto di un mazzo di carte appena mescolato: l’autore è Harry Lorayne e credo sia stato il primo libro mai pubblicato in Italia sull’argomento, dal titolo “Come sviluppare una memoria prodigiosa” e ripubblicato negli anni con titoli diversi.

Se riuscite a trovarlo, prendetelo e grazie agli esercizi contenuti sarete in grado di migliorare la vostra capacità di ricordare qualunque cosa!