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Il linguaggio del corpo a San Valentino

Nel corso di  un appuntamento si cerca di raccogliere più elementi possibili per formarsi una prima impressione dell’altro: tono della voce, sorriso, sguardo, persino il modo di muovere le mani.

Nella fase del corteggiamento una buona impressione reciproca nasce dall’utilizzare in modo simile il linguaggio del corpo: un certo tipo di sguardo, ridere o protendersi verso l’altro sono solo alcune delle spie che comunicano una buona intesa innescata da una prima impressione positiva.

Non importa essere belli: conta di più saper comunicare!

Scopri come leggere i segnali del corpo del tuo partner ascoltando il mio intervento nel corso della trasmissione “Italiani”, condotta da Marco Critelli e Pino Valito, in onda su Radio Punto Nuovo, mentre a questo link ci sono tutti gli altri interventi.

https://www.magiadellamente.it/mnap/rpn1.mp3?_=1

 

Il test della personalità del labirinto

In rete esistono milioni di test, ma questo, basato su un labirinto giapponese, potrebbe rivelarvi degli aspetti nascosti della vostra personalità di cui non eravate a conoscenza.

Per cominciare, procuratevi un foglio di carta, una penna, una buona dose di immaginazione: il test della personalità che segue vi condurrà attraverso un viaggio molto suggestivo e vi sarà chiesto di immaginare di essere davvero nelle scene descritte, quindi per ottenere dei risultati ottimali scrivete sul foglio la prima cosa che vi viene in mente senza pensarci troppo.

Dopo aver scritto le vostre risposte, alla fine scopriremo a quale aspetto della personalità corrisponde ogni risposta che avrete dato.

Pronti? Cominciamo!

  • Per prima cosa, prendetevi un momento per immaginare di passeggiare attraverso una foresta misteriosa con qualcuno di vostra scelta. Scrivete il nome della persona con cui state passeggiando.
  • Dopo aver attraversato la foresta per un po’, arrivate, insieme alla persona che è con voi, al cospetto di un animale. Scrivete di quale animale si tratta.
  • Scrivete ora il tipo di interazione che avete con l’animale.
  • Mentre continuate la vostra avventura, arrivate in una radura e vi accorgete che al centro di essa c’è un labirinto abbandonato. Quanto è grande il labirinto? Scrivetelo.
  • Vi fermate per qualche momento e osservate questo misterioso labirinto davanti a voi, soffermandovi sulle pareti e sui muri dei vari percorsi: scrivete quanto sono alti.
  • Decidete di entrare nel labirinto, ma la persona che è con voi non vuole farlo: siete costretti ad entrare da soli. Dopo aver girovagato all’interno del labirinto, arrivate al centro di esso, in uno spazio molto ampio che porta ad altri percorsi. Al centro di questo spazio c’è un bicchiere. Scrivete di che materiale è il bicchiere e cosa fate con esso.
  • Alla fine, trovate l’uscita del labirinto. Quale di queste frasi descrive meglio la vostra avventura?
  1. “Era quasi troppo facile. Sono riuscito ad attraversare il labirinto in poco tempo e non ho avuto alcun problema a trovare la strada giusta”
  2. “C’è voluto un po’ per attraversare il labirinto, ma ripensandoci non era poi così difficile”
  3. “Ero davvero in difficoltà, mi sono perso. Ci sono state diverse occasioni in cui ho creduto di non riuscire ad uscire mai più dal labirinto”
  4. “La persona con cui stavo passeggiando ha deciso di entrare nel labirinto e mi è venuta a prendere:se non l’avesse fatto, probabilmente sarei ancora lì dentro”

Ecco ora spiegati i significati relativi alla vostra personalità!

La persona che scegliete per passeggiare nella foresta è quella più importante nella vostra vita in questo momento.

Ricordate l’animale in cui vi siete imbattuti? La grandezza di quell’animale rappresenta la vostra percezione delle dimensioni dei problemi che incontrate nella vostra vita.

Il tipo di interazione che avete con questo animale è un indicatore di come affrontate i problemi.

Il labirinto è una metafora dei percorsi e delle direzioni che affrontiamo nella nostra vita: considerando che molte persone si sentono smarrite durante l’adolescenza, l’esperienza del labirinto è un indicatore di come ricordate gli anni che vi hanno condotto verso l’età adulta.

L’altezza dei muri e delle pareti del labirinto rappresentano la dimensione della vostra ambizione nel risolvere le sfide che la vita vi propone: muri più bassi indicano una personalità aperta, mentre muri molto alti una personalità piuttosto chiusa.

Ricordate il bicchiere? Bene, la durevolezza del materiale che avete immaginato rappresenta la forza percepita della relazione che avete con la persona che vi ha accompagnato nella foresta: se avete immaginato un bicchiere di plastica o di carta, si tratta di una relazione “usa e getta”, mentre materiali più durevoli come il metallo significano che quella persona è affidabile e sicura. Un bicchiere di vetro indica una relazione fragile.

Quello che avete fatto al bicchiere rappresenta il vostro atteggiamento nei confronti di questa persona: se l’avete lasciato lì dov’era potreste avvertire una certa distanza da essa, mentre se l’avete raccolto si tratta di qualcuno che volete avere sempre accanto.

Infine, la descrizione dell’esperienza nel labirinto:

  1. Questo significa che vi siete divertiti alla grande durante l’adolescenza. Non siete stati bistrattati dalle solite pressioni e dai traumi che la maggior parte delle persone affrontano durante questi anni formativi. Comunque questo può voler dire che la vita potrebbe riservarvi una prova più difficile in futuro.
  2. Se avete scelto la seconda opzione, significa che l’adolescenza non è stata semplice per voi. Probabilmente avete passato molto più tempo del necessario preoccupandovi di problemi abbastanza comuni come amicizia, amore o il futuro. In ogni caso, queste esperienze vi sono servite per fare di voi quello che siete e vi aiuteranno ad affrontare i problemi in futuro.
  3. Se vi siete sentiti persi vuol dire che avete affrontato delle gravi insicurezze durante la vostra adolescenza. Probabilmente la vostra giovinezza è stata segnata dal chiudervi troppo in voi stessi e nel mettere in dubbio tutto ciò che vi veniva detto. In ogni caso questa esperienza vi ha fatto diventare molto profondi e sinceri.
  4. Se la persona che passeggiava con voi è dovuta venire a salvarvi, questo vuol dire che la serenità che provate in questo momento della vostra vita è dovuta alle amicizie ed alle relazioni che avete stretto durante la giovinezza. Nonostante gli screzi ed i problemi personali c’è sempre qualcuno che vi aiuta a superare qualsiasi prova.

I risultati del test rispecchiano la vostra personalità?

Fatemelo sapere mandandomi una mail o un messaggio su Facebook.

Cosa cercano di dirci i sogni?

A cosa serve sognare?

Se per qualcuno sono solo sciocchezze senza alcun significato oppure un normale meccanismo necessario a consolidare i ricordi della giornata, altri, che magari si ritengono più spirituali, credono che si tratti di  messaggi da un altro mondo, forse dall’aldilà.

Ma se i sogni nascono da attività cerebrali casuali, come mai sembrano svolgersi in modi così coerenti? E se si tratta solo di banali rielaborazioni degli eventi della giornata, come mai sono spesso così vividi, fantasiosi o surreali?

James Hollis, uno psicoterapeuta junghiano secondo cui i sogni non sono per niente insensati, si chiede “chi mai inventerebbe certe cose?”

Notte dopo notte, quando andiamo a letto, ci passano per la mente storie folli e complicatissime sulle quali non abbiamo nessun controllo, ed è una cosa davvero affascinante.

Nonostante i sogni siano difficili da analizzare in laboratorio in quanto si tratta di esperienze molto personali, gli studi di alcuni ricercatori tra cui Matthew Walker, che ha scritto alcuni libri sull’argomento, fanno pensare che i sogni siano una sorta di analisi notturna: durante la fase REM rielaboriamo emotivamente le esperienze che ci hanno messo alla prova, ma senza un neurotrasmettitore come la noradrenalina che induce l’ansia .

Nel corso degli esperimenti, le persone alle quali venivano mostrare immagini con una forte carica emotiva reagivano con più calma quando le rivedevano dopo una buona nottata piena di sogni: un risultato difficile da ottenere sia con un sonno senza sogni sia con il semplice passare del tempo.

Quasi certamente Carl Jung non avrebbe accettato questa spiegazione, perché sosteneva che i sogni sono messaggi dell’inconscio il cui scopo è quello di offrirci dei simboli che rappresentano intuizioni che sfuggono alla mente cosciente.

Quando un sogno ci colpisce particolarmente, infatti, ce lo scriviamo, lo analizziamo con o senza l’aiuto di un analista, ipotizziamo diverse interpretazioni, e se una ci sembra quella giusta – se ci ha fatto venire la pelle d’oca e ci ha provocato una forte emozione – cerchiamo di approfondirla.

Se però Jung si fosse sbagliato e i sogni fossero davvero dei fenomeni casuali, trattandoli come se fossero potenzialmente significativi e prendendo in considerazione solo quelle interpretazioni che ci sembrano corrette, finiamo comunque per capire qualcosa di importante.

Chiederci che cosa stanno cercando di dirci i nostri sogni significa, quindi, farci domande profonde e difficili che altrimenti eviteremmo, anche se magari non stavano cercando di dirci proprio nulla

Come alterare i ricordi di qualcuno a piacimento

Non tutti sanno che la “memoria” è in realtà un sistema molto complesso: esistono memorie a breve e a lungo termine, ovvero la capacità di ricordare un numero di telefono solo per il tempo necessario a digitarlo e quella di recitare una filastrocca imparata a memoria da bambini, memorie procedurali, ad esempio come si guida un’auto, memorie autobiografiche che ci consentono di ricordare tutto ciò che ci è successo in vita, memorie sensoriali che riguardano suoni oppure odori, e la memoria semantica, che ci fa riconoscere suoni e parole nelle lingue che conosciamo.

Esistono però anche le false memorie: come spesso mi piace dimostrare nei miei spettacoli, è possibile alterare la memoria di qualcuno convincendolo a ricordare qualcosa che non è mai accaduto oppure a dimenticare qualcosa che ha appena visto.

Nel video che segue, in cui è possibile attivare i sottotitoli in italiano, la psicologa Elizabeth Lotus, un’esperta di manipolazione della memoria, racconta in una Ted Conference com’è possibile che i ricordi vengono deformati o modificati a partire da informazioni fuorvianti: tutto comincia analizzando il caso di Titus, condannato ingiustamente per stupro perché riconosciuto “con assoluta certezza” dalla vittima…

Perché è così difficile interpretare le emozioni altrui

Vi è mai capitato di avere difficoltà nel capire se la persona che avete di fronte è arrabbiata o triste, oppure di scambiare le occhiate amichevoli di qualcuno per un flirt, magari cacciandovi in una situazione particolarmente imbarazzante?

Ebbene, sappiate che capita molto spesso ad ognuno di noi.

Come esseri umani, infatti, dobbiamo socializzare con altre persone, il che significa essere in grado di comunicare sia verbalmente che attraverso il linguaggio del corpo. Siccome le emozioni da comunicare e le relative sfumature sono tantissime, diventa complicato esprimerle con il linguaggio non verbale e, di conseguenza, interpretarle per chi abbiamo di fronte.

È molto facile, ad esempio, riconoscere le sei emozioni universali: felicità, disgusto, paura, sorpresa, tristezza e rabbia, ma che dire di emozioni secondarie, come imbarazzo, orgoglio, dolore, vergogna, senso di colpa, ecc?

La ragione principale per cui spesso potremmo avere difficoltà a interpretare le emozioni altrui è il cosiddetto “affect blend”, quando, cioè, un’emozione viene mostrata dal nostro interlocutore da un solo lato del viso, mentre un’altra emozione viene mostrata da entrambi i lati: il nostro cervello, infatti, interpreta entrambi i lati del volto di chi ci sta di fronte per riconoscere l’emozione che viene espressa, come dimostrato dall’esperimento “Cortical Systems for the Recognition of Emotion in Facial Expressions” (sistemi corticali per il riconoscimento dell’emozione nelle espressioni facciali).

Chi invece ha subito incidenti che hanno danneggiato un lato del cervello potrebbe avere difficoltà a riconoscere le emozioni negative, in particolar modo la paura, mentre, riconosce senza problemi la felicità.

Un altro motivo per cui spesso tendiamo a fraintendere le emozioni è la cultura di provenienza: nella cultura occidentale, infatti, agli uomini viene insegnato a non piangere ed a non mostrarsi fragili, mentre alle donne viene chiesto sempre più spesso di essere felici e sorridenti, mentre nella cultura giapponese, viceversa, alle persone viene insegnato a mostrare meno espressioni facciali ed alle donne è insegnato a nascondere il sorriso.

Infine, la ragione per spesso abbiamo difficoltà a interpretare le emozioni altrui è perché chi ci sta di fronte potrebbe avere degli “schemi” – ovvero quei concetti cognitivi che ci aiutano a organizzare le informazioni per aiutarci a interpretare il mondo che ci circonda – diversi su come mostrare alcune specifiche emozioni: se qualcuno ad esempio cresce pensando che una persona debba sgranare gli occhi per mostrare sorpresa, confonderà sempre la sorpresa con la paura perché si limiterà a focalizzare l’attenzione solo sugli occhi di chi ha di fronte!

Per saperne di più sulle emozioni, sul linguaggio del corpo e se sia possibile leggere nel pensiero di chi abbiamo di fronte, prenota subito un mio spettacolo.

È possibile guarire sognando?

Molto spesso nei miei spettacoli racconto del significato dei sogni e di alcuni simboli legati ad essi, spesso introducendo anche il tema dei sogni lucidi, ovvero quel tipo di sogni in cui non solo chi dorme si accorge di sognare, ma può di fatto controllarne lo svolgimento e ciò che accade con la consapevolezza che in realtà sta tranquillamente dormendo nel proprio letto.

Nonostante gli esseri umani facciano sogni lucidi da migliaia di anni, solo recentemente si è riuscito a capire molto meglio cosa succede durante questi sogni: confrontando, infatti, le risonanze magnetiche delle persone addormentate, sveglie, o mentre fanno sogni lucidi, i ricercatori hanno accertato che questi ultimi avvengono in uno stato a metà strada tra il sonno REM, in cui avviene la maggior parte dei sogni, e la veglia.

A differenza dei sogni normali, però, quelli lucidi implicano un’attività cerebrale in aree associate alla memoria e in regioni con un ruolo nelle cosiddette funzioni cognitive superiori, come il controllo del comportamento.

Nel corso del tempo gli psicologi si sono sempre interessati all’utilizzo dei sogni per riscrivere gli incubi o per aiutare alcuni pazienti a superare le loro paure, ma la possibilità di usare i sogni lucidi è sempre stata limitata dal fatto che è particolarmente complesso attivarli e – come succede con tutti i sogni – per il fatto che il loro ricordo svanisce al risveglio.

Oggi, però, grazie alla scoperta di sistemi efficaci per indurre questo genere di sogni, la situazione potrebbe cambiare e sta persino diventando possibile comunicare con chi sogna e registrare cosa succede, aprendo la strada alla prospettiva di poter entrare volontariamente in questo stato mentale e creare delle terapie per chi ha gli incubi, soffre di ansia o ha altri disturbi, rendendo di fatto possibile curare la gente mentre sogna.

I primi indizi che l’esperienza del sogno lucido potesse rafforzare o addirittura espandere l’uso terapeutico dei sogni sono arrivati nello scorso decennio, quando gli psicologi hanno scoperto che le persone in grado di fare sogni lucidi hanno più probabilità di resistere ai traumi e di evitare gli incubi.

Poi, nel 2015, Brigitte Holzinger ed i suoi colleghi dell’istituto per la ricerca della coscienza e del sogno di Vienna hanno dimostrato che i sogni lucidi rendono più efficace la terapia per gli incubi.

Holzinger ha chiesto ad alcuni pazienti di provare ad avere sogni lucidi: ebbene, chi ci riusciva smetteva di avere paura di dormire e cominciava ad apprezzare i propri soni.

Un paziente ha addirittura scoperto che poteva tornare al momento precedente l’inizio della minaccia in un incubo e proseguire il sogno nella direzione opposta: secondo i pazienti, i sogni lucidi davano una sensazione di controllo e di potere che si rifletteva anche sulla vita da svegli, un cambiamento particolarmente apprezzato rispetto alla sensazione di impotenza avvertita negli incubi.

Si tratta del risultato ottimale per questo tipo di terapia, ovvero consentire ai pazienti di affrontare la causa del loro trauma o delle loro ansie guidando o cambiando il corso dei sogni, magari comunicando con il paziente proprio mentre è addormentato, per fornire un aiuto esterno quando affronta la causa di un trauma: a molti sarà capitato, infatti, di avvertire in sogno un suono del mondo esterno, come ad esempio la musica di una radio o un rumore proveniente dalla strada, ma è davvero possibile mandare di proposito dei messaggi nei sogni di qualcuno?

Per scoprirlo Kristofer Appel, studioso del sonno e dell’attività onirica all’Università di Osnabrück, in Germania, ha messo insieme alcune persone in grado di fare sogni lucidi e ne ha monitorato le onde cerebrali e i movimenti oculari mentre dormivano: durante i sogni lucidi, infatti, è possibile muovere volontariamente gli occhi, perciò Appel ha chiesto ai volontari di fargli capire quando stavano facendo dei sogni lucidi guardando due volte da sinistra verso destra.

Una volta ricevuta questa conferma, Appel inviava dei messaggi nei loro sogni utilizzando un segnale acustico o una luce lampeggiante: sette volontari su dieci hanno riferito di aver inserito i segnali acustici o luminosi nei loro sogni.

Oltre ad avere molte applicazioni terapeutiche, controllare i sogni lucidi potrebbe consentire di sfruttare meglio la propria creatività: molte persone, infatti, trovano ispirazione nel sonno, come Paul McCartney che ebbe lo spunto per la melodia di Yesterday proprio mentre dormiva.

Insomma, con il miglioramento delle tecniche per indurre i sogni lucidi e comunicare con i pazienti le possibilità potranno solo aumentare: superare una fobia mentre si ricevono messaggi di sostegno dall’esterno oppure mettere fine a un incubo ricorrente scegliendo un finale diverso sarà possibile davvero molto presto.