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A scuola di Magia

Sulla mia newsletter “due o tre cose che volevo dirvi” ho scritto di un’interessante iniziativa che riguarderebbe scuola e Magia.

Nei giorni scorsi su alcuni quotidiani si è parlato di Magia come strumento didattico, attraverso un bel progetto che ha coinvolto alcuni studenti di Castelvetro, in provincia di Modena, dove la Magia ed i giochi di prestigio sono diventati un supporto concreto per sviluppare abilità fondamentali.

Il progetto “Magia di Mani e Mente”, realizzato con l’associazione AsmAllergia BIMBI ODV, aveva infatti lo scopo di potenziare le abilità fino-motorie, visuo-motorie e la coordinazione oculo-manuale nei bambini delle classi prime della scuola primaria e nelle sezioni 5 anni della scuola d’infanzia, attraverso attività ludiche e stimolanti ispirate al mondo della Magia.

In pratica, attraverso esercizi ispirati ai giochi di prestigio, i bambini hanno lavorato su coordinazione occhio-mano, precisione dei movimenti e controllo della forza, sviluppando abilità essenziali per affrontare con maggiore sicurezza la scrittura in corsivo, soprattutto per contrastare gli effetti di esposizione troppo spesso eccessiva agli schermi digitali.

I risultati ottenuti dai bambini sono stati monitorati con test specifici ed hanno evidenziato miglioramenti significativi, a riprova del fatto che l’allenamento attraverso la manipolazione di oggetti reali incide positivamente sullo sviluppo delle competenze necessarie alla scrittura.

Il progetto dovrebbe essere esteso anche ad altre scuole, con l’obiettivo di integrare metodologie innovative nella didattica quotidiana.

Sinceramente sono molto contento che questa esperienza abbia dimostrato che attività creative e coinvolgenti come la Magia possano tradursi in un potenziamento concreto delle abilità degli studenti, favorendo un apprendimento più completo e consapevole.

Magari un domani la Magia potrebbe diventare una vera e propria materia scolastica, da studiare tra una lezione di matematica ed una di geografia, ed i bambini si mostrerebbero giochi di prestigio l’un l’altro durante l’ora di ricreazione, come facevo coi miei compagni e gli insegnanti…

AAA Cercasi tata per coppia di bambini residente in casa stregata

Una coppia di genitori dei Borders scozzesi è alla disperata ricerca di una tata per i loro due figli di cinque e sette anni.

Secondo l’annuncio di lavoro su un sito inglese dedicato, la tata avrebbe a disposizione una propria camera con bagno e cucina privata in una “meravigliosa proprietà storica con un panorama spettacolare”. Lo stipendio si aggirerebbe intorno alle 50000 sterline l’anno (quasi 58000 euro!), decisamente una bella cifra, che nasconde però una storia incredibile di cui i genitori non fanno segreto: sembrerebbe, infatti, che la casa sia infestata dai fantasmi!

I doveri della tata comprenderebbero preparare la colazione ed i bambini per la scuola, accompagnarli e riportarli a casa dopo le lezioni, aiutarli nei compiti a casa, prepararli per la notte e, ovviamente, avere a che fare con una serie di strani poltergeist.

L’annuncio afferma che i genitori hanno vissuto in quella casa per dieci anni e gli è stato detto che la casa è infestata quando l’hanno acquistata: nonostante affermino di non aver mai avuto a che fare con alcun tipo di attività paranormale in casa, hanno già visto ben cinque tate scappare a gambe levate solo nell’ultimo anno (ovviamente hanno rinunciato al lavoro, non sono certo state risucchiate attraverso un portale per l’inferno), con ognuna di esse che affermerebbe di aver avuto a che fare con “incidenti paranormali” come “rumori strani, vetri rotti e mobili che si muovono”: il repertorio classico di una qualsiasi casa infestata, insomma.

La moglie, che ha pubblicato l’annuncio di lavoro, dice che lei e suo marito sono “entrambi dei professionisti affermati molto impegnati” e che spesso sono tenuti a lavorare lontani da casa. Inoltre, ci potrebbero essere occasioni in cui saranno tutti lontani da casa fino a 4 notti a settimana – solo nei giorni feriali – in cui la tata sarà tutta da sola nella proprietà.

Concludendo, dato che dovrà trascorrere molto tempo in casa da sola con due bambini piccoli, la candidata perfetta deve avere esperienza nel settore e una forte predisposizione, ma un’attrezzatura da acchiappafantasmi sarà considerata preferenziale.

Se pensate di essere così coraggiosi da candidarvi, potete leggere l’annuncio di lavoro a questo link, ma ricordatevi di dare un colpo di telefono ai ghostbusters, prima!

Se invece vi piacerebbe assistere ad un mio spettacolo, nel quale racconto anche alcune storie di fantasmi, qui ci sono tutte le informazioni.

Le incredibili coincidenze nella vita di due gemelli separati alla nascita

Un giorno qualunque in Ohio il signor Springer ricevette un messaggio in segreteria e quando lo ascoltò provò uno strano brivido lungo la schiena.

Il messaggio era generico e molto breve: chi aveva telefonato, infatti, disse semplicemente il proprio nome (“Mi chiamo Lewis…”) e lasciò il suo numero di telefono, senza dilungarsi ulteriormente sul motivo di quella telefonata.

E il signor Springer dopo averlo ascoltato richiamò immediatamente, come preso da uno strano presentimento che il suo intuito confermò non appena il signor Lewis rispose alla sua telefonata con il classico “Pronto?”.

In quel momento, infatti, il signor Springer riconobbe immediatamente quella voce, anche se non l’aveva mai sentita prima d’allora: era la voce di suo fratello gemello, che non aveva mai conosciuto poiché erano stati separati alla nascita!

La madre dei due gemelli era una ragazzina di 15 anni che decise di dare in adozione anonimamente i suoi piccoli che, pur essendo stati separati, mantennero un contatto attraverso un filo invisibile.

Crescendo, ad entrambi i bambini i genitori raccontarono che erano stati adottati e che avevano avuto un fratello gemello, sfortunatamente morto alla nascita.

Le due coppie di genitori – che non ebbero mai alcun contatto tra di loro, nemmeno in ospedale – decisero di dare al loro figlio lo stesso nome: Jim, dando inizio, in quel momento, alla vita “parallela” di Jim Springer e Jim Lewis e rendendoli protagonisti di una serie di incredibili coincidenze, così come scoprirono nel 1977, 39 anni dopo, con quella famosa telefonata.

  • Tutti e due avevano un fratello adottivo che si chiamava Larry;
  • Da piccoli entrambi avevano chiamato il loro cane Toy;
  • A scuola entrambi andavano bene nelle stesse materie (matematica e applicazioni tecniche) e malissimo in grammatica e ortografia;
  • Entrambi si erano sposati due volte, e con donne che avevano gli stessi nomi: Linda, la loro prima moglie, e Betty, la seconda;
  • Entrambi avevano dato al loro primo figlio lo stesso doppio nome, James Allen;
  • Entrambi avevano fatto il vice-sceriffo, seppur in contee differenti dell’Ohio;
  • Entrambi avevano poi svolto lavori inerenti la sicurezza.

Inoltre i due gemelli amavano il mare, mentre per entrambi il luogo preferito era St. Petersburg, in Florida, 1641 chilometri più a sud: anche se non si erano mai incrociati, visto che andavano in due spiagge differenti.

Negli anni, com’era prevedibile, Jim Springer e Jim Lewis sono stati oggetto di approfonditi studi da parte di varie Università americane e anche gli esami medici sono stati sorprendenti: le loro cartelle cliniche, per esempio, sono praticamente identiche, così come sono del tutto sovrapponibili le loro onde cerebrali.

Le loro risposte ai test sono state sempre talmente simili (se non identiche), tanto da sembrare frutto della stessa persona e da dubitare che questi fossero stati compilati in stanze differenti.

Ora i fratelli gemelli Jim Springer e Jim Lewis hanno 75 anni, abitano sempre in due città diverse e quando si rivedono, si divertono a raccontare davanti ai loro figli e nipoti increduli, i continui episodi identici accaduti nei mesi in cui non si sono visti.

I gemelli e le coppie molto affiatate sono spesso oggetto dei miei numeri sulle coincidenze: clicca qui per saperne di più sul mio spettacolo.

Perché è così difficile interpretare le emozioni altrui

Vi è mai capitato di avere difficoltà nel capire se la persona che avete di fronte è arrabbiata o triste, oppure di scambiare le occhiate amichevoli di qualcuno per un flirt, magari cacciandovi in una situazione particolarmente imbarazzante?

Ebbene, sappiate che capita molto spesso ad ognuno di noi.

Come esseri umani, infatti, dobbiamo socializzare con altre persone, il che significa essere in grado di comunicare sia verbalmente che attraverso il linguaggio del corpo. Siccome le emozioni da comunicare e le relative sfumature sono tantissime, diventa complicato esprimerle con il linguaggio non verbale e, di conseguenza, interpretarle per chi abbiamo di fronte.

È molto facile, ad esempio, riconoscere le sei emozioni universali: felicità, disgusto, paura, sorpresa, tristezza e rabbia, ma che dire di emozioni secondarie, come imbarazzo, orgoglio, dolore, vergogna, senso di colpa, ecc?

La ragione principale per cui spesso potremmo avere difficoltà a interpretare le emozioni altrui è il cosiddetto “affect blend”, quando, cioè, un’emozione viene mostrata dal nostro interlocutore da un solo lato del viso, mentre un’altra emozione viene mostrata da entrambi i lati: il nostro cervello, infatti, interpreta entrambi i lati del volto di chi ci sta di fronte per riconoscere l’emozione che viene espressa, come dimostrato dall’esperimento “Cortical Systems for the Recognition of Emotion in Facial Expressions” (sistemi corticali per il riconoscimento dell’emozione nelle espressioni facciali).

Chi invece ha subito incidenti che hanno danneggiato un lato del cervello potrebbe avere difficoltà a riconoscere le emozioni negative, in particolar modo la paura, mentre, riconosce senza problemi la felicità.

Un altro motivo per cui spesso tendiamo a fraintendere le emozioni è la cultura di provenienza: nella cultura occidentale, infatti, agli uomini viene insegnato a non piangere ed a non mostrarsi fragili, mentre alle donne viene chiesto sempre più spesso di essere felici e sorridenti, mentre nella cultura giapponese, viceversa, alle persone viene insegnato a mostrare meno espressioni facciali ed alle donne è insegnato a nascondere il sorriso.

Infine, la ragione per spesso abbiamo difficoltà a interpretare le emozioni altrui è perché chi ci sta di fronte potrebbe avere degli “schemi” – ovvero quei concetti cognitivi che ci aiutano a organizzare le informazioni per aiutarci a interpretare il mondo che ci circonda – diversi su come mostrare alcune specifiche emozioni: se qualcuno ad esempio cresce pensando che una persona debba sgranare gli occhi per mostrare sorpresa, confonderà sempre la sorpresa con la paura perché si limiterà a focalizzare l’attenzione solo sugli occhi di chi ha di fronte!

Per saperne di più sulle emozioni, sul linguaggio del corpo e se sia possibile leggere nel pensiero di chi abbiamo di fronte, prenota subito un mio spettacolo.

Distributori di bevande e porte segrete verso altri mondi

Nella piccola tavola calda “The Press” a Shanghai c’è un distributore vintage di Coca-cola che nasconde un segreto: si tratta di una porta che, una volta attraversata, conduce nel bar “Flask”, ispirato agli speakeasy dell’epoca del proibizionismo.

Secondo l’architetto Alberto Caiola, che li ha progettati, “Flask” e “The Press” sono “un duo non convenzionale che sostiene il concetto tradizionale di speakeasy: un intimo salotto contemporaneo nascosto dietro la facciata di un allegro negozio di panini”.

Per lanciare uno speakeasy nel cuore dell’ex Concessione francese di Shanghai, l’architetto ha riflettuto sul fatto che la città ha avuto in passato alcuni bar e lounge che nascondevano degli speakeasy, quindi ha deciso di rivoluzionarne il concetto: per massimizzarne l’impatto, ha puntato su un’estetica “contraddittoria e anacronistica”.

Di conseguenza, ha creato “The Press”, un negozio di sandwich colorato che a prima vista sembra immediatamente familiare ai passante, ma un certo numero di dettagli vivaci e contemporanei richiedono uno sguardo più attento: i piani in tonalità colorate, le luci al neon, il minimalismo lucido degli arredi, le pareti e i pavimenti in cemento grezzi, infatti, creano una scena non convenzionale che ispira una certa curiosità negli occhi dei clienti.

L’oggetto più importante della sala è, ovviamente, il distributore automatico di Coca-cola vintage incastonato nel muro e diviso a metà per essere aperto e rivelare l’ingresso di “Flask”.

Entrando nel tunnel tra “The Press” e “Flask”, il visitatore sperimenta un certo contrasto nell’ambiente: lo speakeasy, infatti, presenta delle rifiniture eleganti a tinte scure con illuminazione ambra, con uno scaffale che arriva fino al soffitto pieno di bottiglie di whisky da 25 litri.

Inoltre, un’installazione a parete rende omaggio al bar stesso, con tre file di fiaschi nascosti da un telo grigio scuro.

Un vero e proprio “mistero nascosto” in quello che apparentemente è una piccola tavola calda!

Per sperimentare altri misteri, contattami pure e prenota il mio spettacolo.

Il mistero delle numbers station

A qualcuno sarà capitato di aver intercettato, nelle propria infanzia e magari con una vecchia radio di legno a transistor del nonno, delle trasmissioni radiofoniche clandestine e misteriose su frequenze ad onde corte: in queste trasmissioni jingle e melodie si alternano a stringhe di numeri e di lettere che si ripetono, apparentemente senza senso.

Si tratterebbe di “numbers station”, emittenti che, secondo alcuni, trasmetterebbero dati cifrati per sistemi di navigazione o telecontrollo, ma anche messaggi codificati trasmessi dalle agenzie governative o dai servizi segreti alle spie sparse in tutto il mondo.

A molte di queste emittenti sono stati accostati nomi di fantasia, tratti dai jingle che ne accompagnano l’inizio delle trasmissioni: “Cherry Ripe”, ad esempio, prendeva in prestito le note di una canzone folk inglese del diciannovesimo secolo, “Swedish Rhapsody”, invece, il pezzo composto dal musicista Hugo Halfven e la famosa “The Lincolnshire Poacher”, l’omonimo motivetto popolare del Regno Unito.

Sebbene ad oggi nessun governo o ente nazionale abbia mai apertamente riconosciuto la loro esistenza o il loro utilizzo, comprovate testimonianze ne datano la nascita al periodo della prima guerra mondiale: un articolo del 1998 sul The Daily Telegraph citava un portavoce del Department of Trade and Industry che affermava, riferendosi alle numbers station: “Sono ciò che supponete siano. La gente non dovrebbe essere suggestionata da esse. Non sono, dovremmo dire, di pubblico uso”.

Secondo questa teoria, i messaggi sarebbero cifrati con un cifrario di Vernam per evitare ogni rischio di decifrazione da parte del nemico e le numbers station avrebbero cambiato le modalità delle loro trasmissioni o effettuato operazioni fuori programma in concomitanza con grandi eventi politici, come la crisi costituzionale Russa del 1993.

Ad ogni modo, la stazione cubana “Atención” è stato il primo caso di una numbers station ufficialmente e pubblicamente accusata di spionaggio: la stazione, infatti, è stata al centro di un’inchiesta di una corte federale statunitense che ha portato all’arresto della rete Wasp di spie cubane nel 1998.

Insomma, intorno alle numbers station ruotano molti misteri, al punto da essere state al centro di serie televisive come “Lost” o “Fringe”, oppure di videogiochi come “Call of Duty: Black Ops”, ma non solo: “The Conet Project” è una raccolta delle più famose numbers station mai intercettate dagli appassionati di tutto il mondo edita dalla casa produttrice britannica Irdial Disc articolata inizialmente su quattro dischi, saliti poi a cinque in occasione dell’uscita della nuova edizione nel 2013 arricchita di foto di apparecchiature ipoteticamente usate dai servizi segreti di oltrecortina per la trasmissione di queste misteriose emittenti.

Lo scopo del progetto sarebbe testimoniarne l’esistenza e, se possibile, cercare conferme ufficiali del loro utilizzo e della loro diffusione globale: una commistione tra musica e mistero di cui non potevo non occuparmi nei miei spettacoli!

Quando l’ipnosi è meglio dell’anestesia

Quelli che ad oggi sono considerati esami molto invasivi come colonscopia o gastroscopia, che spesso possono comportare ansia, paura e disagio nei pazienti, presto potrebbero addirittura trasformarsi in esperienze piacevoli “in una dimensione di estraneità e benessere” grazie all’ipnosi.

Giampietro Ibba, del servizio di Endoscopia Digestiva dell’Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari, spiega che il successo dell’esame dipenderebbe innanzitutto dal paziente, dalla sue condizioni fisiche e dal livello della sua soglia del dolore: può infatti capitare che, nonostante la normale sedazione, il paziente abbia un rifiuto inconscio o sia esposto a effetti collaterali importanti.

L’operatore deve quindi valutare attentamente i rischi di un’anestesia, riducendo o eliminando del tutto l’intervento farmacologico, ed è in questo caso che si ricorre all’ipnosi: dopo una preparazione mirata, l’esame endoscopico viene affrontato in uno stato di serenità interiore: fobie, ansia, panico e soglia del dolore vengono fortemente ridotti quando non rimossi del tutto e cresce la collaborazione tra il medico ed il paziente fino a lasciare un ricordo positivo dell’esperienza.

“L’ipnosi consente infatti di dissociare l’esperienza corporea da quella mentale”, spiega il dottor Danilo Sirigu, del servizio di Radiologia del Brotzu, “nel senso che mente e corpo finiscono per trovarsi, contemporaneamente, su due diversi livelli di attenzione e di consapevolezza”.

Una nuova tecnica che si sta sperimentando anche in cardiologia, nelle ecocardiografie transesofagee, in eco-endoscopia per visualizzare meglio organi interni oppure nelle procedure radiologiche interventistiche come biopsie epatiche e termoablazioni su neoformazioni del fegato.

Ibba ribadisce l’importanza di questi esami, espressione del confronto di tre variabili molto complesse: paziente, strumentazione e operatore, ma soprattutto “il fatto che, grazie alla sedazione cosciente il paziente supera senza alcun trauma l’indagine endoscopica utilizzando capacità fino allora sconosciute”.

Insomma, nell’attesa che venga resa disponibile la nuova terapia ipnotica come alternativa all’anestesia nel resto delle strutture ospedaliere della penisola, venite pure a godervi con tranquillità il mio spettacolo di suggestione e ipnosi!

È possibile guarire sognando?

Molto spesso nei miei spettacoli racconto del significato dei sogni e di alcuni simboli legati ad essi, spesso introducendo anche il tema dei sogni lucidi, ovvero quel tipo di sogni in cui non solo chi dorme si accorge di sognare, ma può di fatto controllarne lo svolgimento e ciò che accade con la consapevolezza che in realtà sta tranquillamente dormendo nel proprio letto.

Nonostante gli esseri umani facciano sogni lucidi da migliaia di anni, solo recentemente si è riuscito a capire molto meglio cosa succede durante questi sogni: confrontando, infatti, le risonanze magnetiche delle persone addormentate, sveglie, o mentre fanno sogni lucidi, i ricercatori hanno accertato che questi ultimi avvengono in uno stato a metà strada tra il sonno REM, in cui avviene la maggior parte dei sogni, e la veglia.

A differenza dei sogni normali, però, quelli lucidi implicano un’attività cerebrale in aree associate alla memoria e in regioni con un ruolo nelle cosiddette funzioni cognitive superiori, come il controllo del comportamento.

Nel corso del tempo gli psicologi si sono sempre interessati all’utilizzo dei sogni per riscrivere gli incubi o per aiutare alcuni pazienti a superare le loro paure, ma la possibilità di usare i sogni lucidi è sempre stata limitata dal fatto che è particolarmente complesso attivarli e – come succede con tutti i sogni – per il fatto che il loro ricordo svanisce al risveglio.

Oggi, però, grazie alla scoperta di sistemi efficaci per indurre questo genere di sogni, la situazione potrebbe cambiare e sta persino diventando possibile comunicare con chi sogna e registrare cosa succede, aprendo la strada alla prospettiva di poter entrare volontariamente in questo stato mentale e creare delle terapie per chi ha gli incubi, soffre di ansia o ha altri disturbi, rendendo di fatto possibile curare la gente mentre sogna.

I primi indizi che l’esperienza del sogno lucido potesse rafforzare o addirittura espandere l’uso terapeutico dei sogni sono arrivati nello scorso decennio, quando gli psicologi hanno scoperto che le persone in grado di fare sogni lucidi hanno più probabilità di resistere ai traumi e di evitare gli incubi.

Poi, nel 2015, Brigitte Holzinger ed i suoi colleghi dell’istituto per la ricerca della coscienza e del sogno di Vienna hanno dimostrato che i sogni lucidi rendono più efficace la terapia per gli incubi.

Holzinger ha chiesto ad alcuni pazienti di provare ad avere sogni lucidi: ebbene, chi ci riusciva smetteva di avere paura di dormire e cominciava ad apprezzare i propri soni.

Un paziente ha addirittura scoperto che poteva tornare al momento precedente l’inizio della minaccia in un incubo e proseguire il sogno nella direzione opposta: secondo i pazienti, i sogni lucidi davano una sensazione di controllo e di potere che si rifletteva anche sulla vita da svegli, un cambiamento particolarmente apprezzato rispetto alla sensazione di impotenza avvertita negli incubi.

Si tratta del risultato ottimale per questo tipo di terapia, ovvero consentire ai pazienti di affrontare la causa del loro trauma o delle loro ansie guidando o cambiando il corso dei sogni, magari comunicando con il paziente proprio mentre è addormentato, per fornire un aiuto esterno quando affronta la causa di un trauma: a molti sarà capitato, infatti, di avvertire in sogno un suono del mondo esterno, come ad esempio la musica di una radio o un rumore proveniente dalla strada, ma è davvero possibile mandare di proposito dei messaggi nei sogni di qualcuno?

Per scoprirlo Kristofer Appel, studioso del sonno e dell’attività onirica all’Università di Osnabrück, in Germania, ha messo insieme alcune persone in grado di fare sogni lucidi e ne ha monitorato le onde cerebrali e i movimenti oculari mentre dormivano: durante i sogni lucidi, infatti, è possibile muovere volontariamente gli occhi, perciò Appel ha chiesto ai volontari di fargli capire quando stavano facendo dei sogni lucidi guardando due volte da sinistra verso destra.

Una volta ricevuta questa conferma, Appel inviava dei messaggi nei loro sogni utilizzando un segnale acustico o una luce lampeggiante: sette volontari su dieci hanno riferito di aver inserito i segnali acustici o luminosi nei loro sogni.

Oltre ad avere molte applicazioni terapeutiche, controllare i sogni lucidi potrebbe consentire di sfruttare meglio la propria creatività: molte persone, infatti, trovano ispirazione nel sonno, come Paul McCartney che ebbe lo spunto per la melodia di Yesterday proprio mentre dormiva.

Insomma, con il miglioramento delle tecniche per indurre i sogni lucidi e comunicare con i pazienti le possibilità potranno solo aumentare: superare una fobia mentre si ricevono messaggi di sostegno dall’esterno oppure mettere fine a un incubo ricorrente scegliendo un finale diverso sarà possibile davvero molto presto.

Nella tana del bianconiglio alla ricerca dei Templari

Esplorando le campagne del piccolo villaggio di Albrighton, nella contea inglese dello Shropshire, il fotografo Michael Scott si è trovato in un misterioso luogo di culto sotterraneo: quella che sembrava la tana di animale, infatti, si è rivelata essere l’apertura su un tempio sotterraneo ricavato da una cava, pare, di 700 anni fa.

Proprio come in “Alice nel paese delle meraviglie”, seguendo le tracce del “bianconiglio”, il fotografo ha scoperto un vero e proprio labirinto a meno di un metro di profondità, composto da una serie di stanze, cunicoli, corridoi e anfratti dalle pareti ricche di incisioni, che i primi studi ritengono essere una sorta di catacomba di origine templare.

Sarebbero stati proprio i cavalieri Templari, attivi dal 1119 agli inizi del 1300, a costruire ed utilizzare questo spazio come una forma di tempio e luogo di culto, anche se si sospetta sia stato usato in epoca più recente dai seguaci di una setta di magia nera.

Una storia, quella dei Templari e del ritrovamento di queste grotte, che potrebbe tranquillamente entrare a far parte del mio spettacolo su misteri e paranormale!