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Il Cimitero delle Fontanelle e le anime pezzentelle

Da alcuni giorni, a partire dal 2 ottobre 2017, il Cimitero delle Fontanelle di Napoli ha finalmente riaperto dopo alcune settimane di chiusura forzata dovuta alla caduta di alcuni pezzi di tufo dal portale di ingresso causata dalle forti piogge.

Il Cimitero delle Fontanelle sarà quindi di nuovo visitabile secondo l’orario ordinario, ovvero dalle 10.00 alle 17.00, tutti i giorni.

Ma cos’è che rende questo sito uno dei luoghi più misteriosi della città?

Diversamente da quello che si pensa, Napoli non è solo il mare o il panorama meraviglioso del Golfo, ma anche mistero, culto e suggestione, soprattutto la parte sotterranea come le Catacombe di San Gennaro o, appunto, il Cimitero delle Fontanelle: si tratta di un antico cimitero di Napoli, o meglio un ossario, che si trova nel cuore del Rione Sanità e che contiene migliaia di teschi.

L’ossario si sviluppa per circa 3.000 mq e le dimensioni della cavità sono di circa 30.000 metri cubi: in quest’area erano dislocate numerose cave, utilizzate fino al 1600 per reperire il tufo utilizzato per costruire la città ed è chiamato in questo modo per la presenza in passato di fonti d’acqua.

Il cimitero accoglie 40.000 resti di persone (anche se alcune fonti dicono 80000), vittime dell’epidemia di peste nel 1656 e di colera del 1836: verso la metà del 1600, infatti, la città di Napoli fu decimata dalla peste, un flagello che nemmeno San Gennaro riuscì a tenere lontano da Napoli, mentre due secoli più tardi fu invece il colera a provocare altre vittime e i resti dei morti di peste e colera venivano portati in queste cave di tufo, poiché non c’era altro posto che potesse contenerli tutti.

A questi si aggiunsero i morti che, dopo l’editto di Napoleone e la dominazione francese non potevano più essere sepolti nelle chiese: nacque così il Cimitero delle Fontanelle di Napoli, una enorme grotta di tufo dove nel corso degli anni vennero accatastati ossa e teschi dei morti napoletani.

Ma il vero significato del Cimitero delle Fontanelle di Napoli va ricercato nel rapporto che i napoletani hanno con l’Aldilà: passeggiando, infatti, nel Cimitero, è facile imbattersi in un teschio in una bara, che magari porta l’incisione “Per fede. Enzo e Carmela”.

Esiste una spontanea e significativa devozione popolare per questi defunti, nei quali i fedeli identificano le anime purganti bisognose di cura ed attenzione: nel cimitero, infatti, si svolgeva il particolare rito delle “anime pezzentelle”, di cui parlo spesso anche nei miei spettacoli, secondo cui veniva adottata una delle “capuzzelle”, ovvero i teschi, alla quale corrispondeva un’anima del purgatorio.

Queste ossa anonime, le anime pezzentelle, accatastate nelle caverne lontano dal suolo consacrato, rappresentavano per la gente della città le anime abbandonate, un mezzo di comunicazione tra il mondo dei morti e quello dei vivi.

Al teschio era associato un nome, un ruolo, una storia e spesso il napoletano si recava sul posto, adottava un teschio particolare che “si faceva scegliere” secondo una serie di segnali, spesso apparendo anche in sogno e da questo punto in poi il cranio diventava parte della famiglia del devoto.

Questo culto è durato fino agli anni ’50, quando la Chiesa decise di osteggiarlo accostandolo a rituali più vicini al paganesimo che alla religione cattolica, ma nonostante questo l’aura di mistero che circonda il Cimitero delle Fontanelle continua ad affascinare, al punto tale da essere scelto come location ufficiale di Sense8, la serie prodotta da Netflix, per il finale di stagione.

Questo luogo misterioso, ma al tempo stesso magico e sacro, tra leggenda e realtà, è uno dei più affascinanti di Napoli, e vi consiglio di visitarlo se siete in città anche solo per qualche giorno!

Svelato il mistero sulla costruzione della Piramide di Giza

La Piramide di Cheope, conosciuta anche come Piramide di Giza, è una delle sette meraviglie del mondo antico e da sempre un enigma per studiosi e appassionati, il cui mistero comincia già dalla sua costruzione: com’è stato possibile realizzare un’opera così imponente, alta 147 metri, in un’epoca – l’Età del bronzo – in cui le tecnologie a disposizione non erano quelle di cui disponiamo oggi?

Come hanno potuto trasportare dalle cave quegli enormi blocchi che la compongono nel 2.600 a.C.?

Oggi questo mistero sembra finalmente essere stato svelato grazie al ritrovamento di un antico papiro, di una barca cerimoniale e alle tracce di antichi canali: mettendo insieme questi elementi, gli archeologi hanno scoperto il modo ingegnoso attraverso il quale gli operai trasportarono i blocchi di granito di due tonnellate e mezzo, provenienti da oltre 800 chilometri di distanza, da Aswan, per dare forma alla dimora funebre del faraone Cheope (Khufu in egizio), della IV dinastia.

Secondo quanto contenuto nel papiro, i lavoratori hanno caricato 170 mila tonnellate di pietra calcarea lungo il Nilo in barche di legno fatte di tavole tenute insieme da corde, attraverso un sistema di canali costruito appositamente e un porto interno a pochi metri dalla base della piramide.

Nel porto marittimo di Wadi Al-Jarf è stato ritrovato il rotolo di papiro che confermerebbe questa ipotesi: scritto da Merer, un sovrintendente responsabile di una squadra di 40 operai, è l’unico documento esistente sulla costruzione della Grande Piramide e descrive nel dettaglio in che modo le pietre venivano spedite.

Secondo il Daily Mail, che cita un documentario di Channel 4 dedicato alla grande piramide egiziana, l’archeologo statunitense Mark Lehner, direttore dell’Ancient Egypt Research Associates (AERA), racconta, tra gli altri, i dettagli della scoperta di un canale scomparso sotto l’altopiano polveroso di Giza: “Abbiamo delineato il bacino centrale del canale che pensiamo possa coincidere con l’area di consegna primaria ai piedi dell’altopiano”, ha dichiarato.

Inoltre, un altro gruppo di ricercatori racconta la scoperta di una barca cerimoniale, che avrebbe dovuto trasportare il defunto nell’aldilà, e che conferma, nella struttura, il modello di quella impiegata per il trasporto dei blocchi di granito.

Ma i segreti sulla famosa tomba del faraone Cheope non sembrano del tutto svelati: un altro team di archeologi, infatti, sta lavorando per realizzare una mappa interna della Grande Piramide di Giza usando la tecnologia laser.

Il gruppo, che guida il progetto ScanPyramids, ha annunciato la scoperta di una serie di vuoti nella costruzione che ritengono siano camere nascoste. Insomma, il mistero continua…

La leggenda di Virgilio Mago

L’epitaffio di Publio Virgilio Marone, il poeta il cui monumento funebre si trova a Napoli nel Parco Virgiliano a Piedigrotta, recita: “Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc Parthenope; cecini pascua rura duces”.

“Mantova mi ha generato, il Salento mi ha strappato alla vita, ora Napoli conserva i miei resti; ho cantato pascoli, campi, eroi”: non tutti sanno, infatti, che Virgilio era noto, oltre che per le sue doti artistiche, anche per i suoi poteri magici che utilizzava per proteggere la sua amata Partenope che lo aveva adottato.

La sua leggenda era così grande che i napoletani lo consideravano il protettore della città, fino a quando non venne soppiantato dal vescovo Ianuario, San Gennaro, soprattutto grazie all’influsso della Chiesa che voleva estirpare qualsiasi forma di paganesimo dalla storia della città, e ai Normanni che intendevano sottomettere Napoli sopprimendo il protettore Virgilio, del quale profanarono le ossa.

Tra le opere magiche attribuite a Virgilio, la più celebre riguarda l’apertura in una sola notte della Crypta Neapolitana e l’aver messo nelle fondamenta di Castel dell’Ovo una piccola gabbia contenente l’uovo da cui il nome della fortezza, che avrebbe protetto Partenope fin quando fosse rimasto intatto.

Inoltre, ricordiamo la leggendaria costruzione delle mura, a protezione delle quali aveva posto un piccolo modello della città racchiuso in una bottiglia dal collo strettissimo: se l’incantesimo non aveva funzionato, è perché si era prodotta una screpolatura nel cristallo che lo conteneva.

Dalle lettere di Corrado di Querfurt (di cui avevo già parlato sul mio articolo a proposito delle leggende di Ischia) apprendiamo che i napoletani attribuivano a Virgilio anche un cavallo di bronzo capace di mantenere sani i cavalli, una mosca di bronzo col potere di allontanare le mosche dalla città, un macello nel quale la carne poteva mantenersi intatta per sei settimane.

Virgilio pensò anche a difendere Napoli dalla minaccia del Vesuvio, costruendo una statua di bronzo, che rappresentava un uomo con l’arco teso e la freccia pronta a scoccare in direzione del monte, per tenerlo sotto controllo. Un giorno però un contadino, incuriosito da quell’arco sempre teso, fece scoccare la freccia, che colpì l’orlo del vulcano, rimettendolo così in attività!

Secondo alcuni storici, però, nella leggenda virgiliana confluirono nient’altro che favole e racconti prodigiosi che alimentarono l’immagine di un Virgilio guaritore, taumaturgo e mago, soprattutto in epoca medievale, dominata più dalle favole e dalle superstizioni che dalla religione o dalla scienza.

Infine, antiche leggende e superstizioni narrano che il sepolcro del poeta in realtà sia vuoto, mentre alcune cronache napoletane dell’epoca raccontano che per evitare ogni tentativo di penetrazione del feretro, le ceneri del profeta furono trasportate e murate in gran segreto in un sotterraneo del Castel dell’Ovo.

Ancora oggi, però, sono numerose le leggende sulla cripta virgiliana e il mistero della tomba di Virgilio resta ancora irrisolto…

La misteriosa creatura lasciata dall’uragano Harvey

L’uragano Harvey, oltre a provocare 39 morti e danni che sono stati stimati per 160 miliardi di dollari, pare abbia fatto spuntare anche quello che a tutti gli effetti somiglia ad un mostro marino.

Su una spiaggia in Texas e precisamente a Texas City, Preeti Desai, della National Audobon Society, ha fotografato uno strano essere che da giorni alimenta il dibattito scientifico – e non solo – sulla questione.

Ma cosa potrebbe essere esattamente questo misterioso essere arenatosi sulla spiaggia?

Di sicuro è un animale marino privo di occhi e con denti molto aguzzi in avanzato stato di decomposizione, a cui manca anche la coda, cosa che lo renderebbe difficilmente classificabile.

Tra le prime ipotesi avanzate quella che si tratti di una grossa anguilla delle profondità oceaniche e in particolare dell’anguilla tossica, del Golfo del Messico, ovvero l’anguilla di Tusky, che vive in acque profonde, da 30 a 90 metri, e quasi sempre nascosta.

Anche per il dottor Kenneth Tighe dello Smithsonian National Museum of Natural History si tratterebbe di una anguilla, ma probabilmente di un’altra famiglia di quella della Tusky: al momento l’ipotesi più accreditata è che si tratti di un esemplare di chauliodus Aplatophis, conosciuta anche con il nome di “anguilla con le zanne”, senza occhi perché probabilmente già decomposti.

Insomma, per ora sembrano fugati i dubbi sulla presunta provenienza aliena della strana creatura, ma resta comunque un mistero di quale misterioso animale si tratti!

Il Monte Epomeo, il terremoto e la leggenda della terra cava

Il terremoto di Casamicciola che alle 20:57 del 21 agosto ha colpito l’isola di Ischia causando due vittime e 42 feriti, ha riacceso i riflettori sull’area vulcanica del golfo di Napoli: tra gli 8 e gli 11 chilometri di profondità, infatti, si trova un grande serbatoio magmatico ancora attivo, mentre l’isola di Ischia rappresenta la porzione più alta di un cono vulcanico che si trova a circa 900 metri sotto il livello del mare.

A differenza di quanto si crede, però, il Monte Epomeo che domina Ischia (rappresentando oltre il 30% della superficie totale dell’isola) non è un vulcano, ma un immenso blocco di tufo verde fuoriuscito dalle profondità della terra al termine di una grande eruzione avvenuta circa 55.000 anni fa ed è sempre stato avvolto nel mistero: secondo la leggenda, infatti, sarebbe una delle porte d’accesso alla mitica “terra cava” del regno di Agartha.

Questo mito, secondo cui sotto la superficie terrestre vi sarebbero altre superfici concentriche che potrebbero a loro volta essere abitate o abitabili, comincia in pieno Medioevo attraverso i resoconti di Corrado di Querfurt, vescovo di Hildesheim e poi di Würzburg, che servì come cancelliere Arrigo VI dal 1194 al 1201: nel 1196, in una serie di lettere, il vescovo tedesco racconta di come sia riuscito a penetrare in un anfratto su un monte, raggiungendo una misteriosa città sotterranea prima di essere messo in fuga da alcuni soldati armati di spada e frecce, ma “fatti di aria”.

Quefurt scriveva che il monte in questione si trovava sull’isola di Ischia, dove però collocò anche le anime penitenti, che la leggenda vuole invece associate ai Campi Flegrei (le anime del purgatorio di cui parlerò dettagliatamente).

Il monte era dunque l’Epomeo o il Monte Barbaro a Pozzuoli, dove già Virgilio Mago, figura leggendaria medioevale napoletana (di cui lo stesso Quefurt scrisse descrivendo le opere meravigliose che egli avrebbe lasciato a Napoli e che in seguito sarebbe stato soppiantato da San Gennaro per volere della Chiesa che voleva eliminare qualsiasi traccia di paganesimo nella città), si sarebbe recato.

La ricerca del regno di Agartha coinvolse anche Hitler, che era ossessionato dall’esoterismo e dai miti delle antiche civiltà: ad Ischia i Nazisti avrebbero cercato l’entrata del possibile tunnel dell’Epomeo partendo dal luogo più misterioso dell’isola, la grotta di Mavone, oggi praticamente inaccessibile, che si trova a Forio d’Ischia, su un costone roccioso a picco sul mare.

Le ricerche sarebbero poi proseguite con l’analisi della Grotta del Mago, che si trova ad Ischia Ponte dopo gli scogli di Sant’Anna, ed è oggi solo parzialmente accessibile, che anticamente era la sede di un culto solare: in ogni caso, ad oggi non si conoscono gli esiti delle ricerche effettuate ormai oltre 70 anni fa.

Nonostante finora il misterioso passaggio non sia ancora stato ritrovato, la scienza e le moderne teorie astronomiche e geologiche affermano che la terra non può essere cava, quindi non averebbe senso continuare a cercare possibili “porte” di ingresso per un fantastico viaggio, per citare Jules Verne, “al centro della Terra”.

Eppure l’aura di mistero che circonda il monte Epomeo continua ad affascinare e ad alimentare leggende e strani fenomeni continuano ad essere segnalati nei dintorni, quasi come se ci fosse un fondo di verità nelle leggende come quella narrata nel 1874 dallo scrittore Jorgen Vilhelm Bergsoe nelle sue “Novelle italiane”, nella quale racconta di un’armata saracena scomparsa letteralmente nel nulla dopo essersi rifugiata in una conca nei pressi del Monte Tabor, proprio vicino Casamicciola.

Sicuramente l’esistenza di uno o più grotte che colleghino il Monte Epomeo ad altre località sull’isola di Ischia o addirittura sulla vicina costa campana potrebbe essere un’ipotesi più plausibile della teoria della “terra cava”, ma che questi cunicoli possano essere stati utilizzati da Ufo o come basi militari resta tuttora un mistero…

Come alterare i ricordi di qualcuno a piacimento

Non tutti sanno che la “memoria” è in realtà un sistema molto complesso: esistono memorie a breve e a lungo termine, ovvero la capacità di ricordare un numero di telefono solo per il tempo necessario a digitarlo e quella di recitare una filastrocca imparata a memoria da bambini, memorie procedurali, ad esempio come si guida un’auto, memorie autobiografiche che ci consentono di ricordare tutto ciò che ci è successo in vita, memorie sensoriali che riguardano suoni oppure odori, e la memoria semantica, che ci fa riconoscere suoni e parole nelle lingue che conosciamo.

Esistono però anche le false memorie: come spesso mi piace dimostrare nei miei spettacoli, è possibile alterare la memoria di qualcuno convincendolo a ricordare qualcosa che non è mai accaduto oppure a dimenticare qualcosa che ha appena visto.

Nel video che segue, in cui è possibile attivare i sottotitoli in italiano, la psicologa Elizabeth Lotus, un’esperta di manipolazione della memoria, racconta in una Ted Conference com’è possibile che i ricordi vengono deformati o modificati a partire da informazioni fuorvianti: tutto comincia analizzando il caso di Titus, condannato ingiustamente per stupro perché riconosciuto “con assoluta certezza” dalla vittima…

Il nostro corpo potrebbe prevedere il futuro

Un recente studio ha dimostrato che il nostro corpo saprebbe riconoscere quando un grande evento si sta avvicinando, esattamente un attimo prima che accada.

Se fosse confermata, questa ricerca – che è stata pubblicata sulla rivista “Frontiers of Perception” e che ricorda molto il romanzo “La Zona Morta” di Stephen King  potrebbe farci scoprire qualcosa di fondamentale sulle leggi dell’universo che non sono state ancora del tutto rivelate.

“Ciò che emerge dagli esperimenti è che gli eventi possono essere previsti”, afferma Julia Mossbridge, neuroscienziata della Northwestern University e coautrice dello studio: “La domanda è: come funziona?”

Durante gli esperimenti è emerso che le risposte fisiologiche come il battito cardiaco, la dilatazione delle pupille e l’attività cerebrale cambiavano da uno e dieci secondi prima che ai soggetti venisse mostrata una foto spaventosa. In molti di questi esperimenti le immagini erano intervallate in maniera casuale da alcune foto normali, in modo che i partecipanti non avessero, teoricamente, alcuna idea su cosa avrebbero visto.

Siccome però la scoperta è particolarmente interessante, questi studi sono stati duramente criticati dagli scettici.

Per dimostrare, allora, che i risultati fossero reali e non falsati, la Dr.ssa Mossbridge e il suo team hanno analizzato oltre due dozzine di esperimenti: come parte dell’analisi hanno scartato qualsiasi esperimento in cui ci fosse anche il minimo sospetto di errori statistici e nonostante questo hanno trovato un effetto “presentimento”, nel quale il corpo avverte fisiologicamente che si sta per verificare un evento.

La scoperta dimostrerebbe che i nostri corpi in maniera inconscia avvertirebbero il futuro un attimo prima che si stia per verificare qualcosa di importante, anche se non ne siamo consapevoli.

Se, ad esempio, un agente di borsa si trovasse a dover investire molto denaro su un titolo azionario, dieci secondi prima potrebbe “avvertire” l’andamento delle azioni di quel titolo, come ha affermato la Dr.ssa Mossbridge a LiveScience.

Il paper non entra nel merito delle facoltà paranormali: al contrario, gli esperti credono che i presentimenti siano molto più reali di quanto crediamo e che rispondano ad una legge ben specifica della natura, anche se nessuno è ancora riuscita a decifrarla del tutto.

Altri scienziati come Rufin VanRullen, uno studioso di scienze cognitive al Center for Research on the Brain and Cognition, restano comunque scettici riguardo questa interpretazione e sono convinti che ci siano stati degli errori statistici che hanno portato a risultati quando in realtà non ce e sarebbero, portandoli a pensare che questi presentimenti non esistano per niente.

Insomma, anche se per il momento non ci sarebbero notizie certe circa la possibilità di prevedere eventi futuri, potete sempre abbandonarvi al mistero dei miei spettacoli di mentalismo e lettura del pensiero, in cui dimostro anche alcune doti di preveggenza… 

AAA Cercasi tata per coppia di bambini residente in casa stregata

Una coppia di genitori dei Borders scozzesi è alla disperata ricerca di una tata per i loro due figli di cinque e sette anni.

Secondo l’annuncio di lavoro su un sito inglese dedicato, la tata avrebbe a disposizione una propria camera con bagno e cucina privata in una “meravigliosa proprietà storica con un panorama spettacolare”. Lo stipendio si aggirerebbe intorno alle 50000 sterline l’anno (quasi 58000 euro!), decisamente una bella cifra, che nasconde però una storia incredibile di cui i genitori non fanno segreto: sembrerebbe, infatti, che la casa sia infestata dai fantasmi!

I doveri della tata comprenderebbero preparare la colazione ed i bambini per la scuola, accompagnarli e riportarli a casa dopo le lezioni, aiutarli nei compiti a casa, prepararli per la notte e, ovviamente, avere a che fare con una serie di strani poltergeist.

L’annuncio afferma che i genitori hanno vissuto in quella casa per dieci anni e gli è stato detto che la casa è infestata quando l’hanno acquistata: nonostante affermino di non aver mai avuto a che fare con alcun tipo di attività paranormale in casa, hanno già visto ben cinque tate scappare a gambe levate solo nell’ultimo anno (ovviamente hanno rinunciato al lavoro, non sono certo state risucchiate attraverso un portale per l’inferno), con ognuna di esse che affermerebbe di aver avuto a che fare con “incidenti paranormali” come “rumori strani, vetri rotti e mobili che si muovono”: il repertorio classico di una qualsiasi casa infestata, insomma.

La moglie, che ha pubblicato l’annuncio di lavoro, dice che lei e suo marito sono “entrambi dei professionisti affermati molto impegnati” e che spesso sono tenuti a lavorare lontani da casa. Inoltre, ci potrebbero essere occasioni in cui saranno tutti lontani da casa fino a 4 notti a settimana – solo nei giorni feriali – in cui la tata sarà tutta da sola nella proprietà.

Concludendo, dato che dovrà trascorrere molto tempo in casa da sola con due bambini piccoli, la candidata perfetta deve avere esperienza nel settore e una forte predisposizione, ma un’attrezzatura da acchiappafantasmi sarà considerata preferenziale.

Se pensate di essere così coraggiosi da candidarvi, potete leggere l’annuncio di lavoro a questo link, ma ricordatevi di dare un colpo di telefono ai ghostbusters, prima!

Se invece vi piacerebbe assistere ad un mio spettacolo, nel quale racconto anche alcune storie di fantasmi, qui ci sono tutte le informazioni.

Le incredibili coincidenze nella vita di due gemelli separati alla nascita

Un giorno qualunque in Ohio il signor Springer ricevette un messaggio in segreteria e quando lo ascoltò provò uno strano brivido lungo la schiena.

Il messaggio era generico e molto breve: chi aveva telefonato, infatti, disse semplicemente il proprio nome (“Mi chiamo Lewis…”) e lasciò il suo numero di telefono, senza dilungarsi ulteriormente sul motivo di quella telefonata.

E il signor Springer dopo averlo ascoltato richiamò immediatamente, come preso da uno strano presentimento che il suo intuito confermò non appena il signor Lewis rispose alla sua telefonata con il classico “Pronto?”.

In quel momento, infatti, il signor Springer riconobbe immediatamente quella voce, anche se non l’aveva mai sentita prima d’allora: era la voce di suo fratello gemello, che non aveva mai conosciuto poiché erano stati separati alla nascita!

La madre dei due gemelli era una ragazzina di 15 anni che decise di dare in adozione anonimamente i suoi piccoli che, pur essendo stati separati, mantennero un contatto attraverso un filo invisibile.

Crescendo, ad entrambi i bambini i genitori raccontarono che erano stati adottati e che avevano avuto un fratello gemello, sfortunatamente morto alla nascita.

Le due coppie di genitori – che non ebbero mai alcun contatto tra di loro, nemmeno in ospedale – decisero di dare al loro figlio lo stesso nome: Jim, dando inizio, in quel momento, alla vita “parallela” di Jim Springer e Jim Lewis e rendendoli protagonisti di una serie di incredibili coincidenze, così come scoprirono nel 1977, 39 anni dopo, con quella famosa telefonata.

  • Tutti e due avevano un fratello adottivo che si chiamava Larry;
  • Da piccoli entrambi avevano chiamato il loro cane Toy;
  • A scuola entrambi andavano bene nelle stesse materie (matematica e applicazioni tecniche) e malissimo in grammatica e ortografia;
  • Entrambi si erano sposati due volte, e con donne che avevano gli stessi nomi: Linda, la loro prima moglie, e Betty, la seconda;
  • Entrambi avevano dato al loro primo figlio lo stesso doppio nome, James Allen;
  • Entrambi avevano fatto il vice-sceriffo, seppur in contee differenti dell’Ohio;
  • Entrambi avevano poi svolto lavori inerenti la sicurezza.

Inoltre i due gemelli amavano il mare, mentre per entrambi il luogo preferito era St. Petersburg, in Florida, 1641 chilometri più a sud: anche se non si erano mai incrociati, visto che andavano in due spiagge differenti.

Negli anni, com’era prevedibile, Jim Springer e Jim Lewis sono stati oggetto di approfonditi studi da parte di varie Università americane e anche gli esami medici sono stati sorprendenti: le loro cartelle cliniche, per esempio, sono praticamente identiche, così come sono del tutto sovrapponibili le loro onde cerebrali.

Le loro risposte ai test sono state sempre talmente simili (se non identiche), tanto da sembrare frutto della stessa persona e da dubitare che questi fossero stati compilati in stanze differenti.

Ora i fratelli gemelli Jim Springer e Jim Lewis hanno 75 anni, abitano sempre in due città diverse e quando si rivedono, si divertono a raccontare davanti ai loro figli e nipoti increduli, i continui episodi identici accaduti nei mesi in cui non si sono visti.

I gemelli e le coppie molto affiatate sono spesso oggetto dei miei numeri sulle coincidenze: clicca qui per saperne di più sul mio spettacolo.

Svelato il mistero della cascata di sangue

Gli scienziati si sono interrogati sul mistero legato alla “cascata di sangue”, che avrebbe potuto far parte a pieno titolo del mio spettacolo.

La cascata, infatti, sgorga da una spaccatura nel ghiacciaio Taylor, in Antartide, e fin dalla sua scoperta nel 1911 ci si è interrogati sul perché della particolare pigmentazione dell’acqua: il geologo australiano Griffith Taylor, che scoprì questa cascata sosteneva che il colore dell’acqua fosse dovuto alla presenza di piccole alghe rosse.

La sua versione dei fatti, però, è stata smentita nel 2003, quando alcuni ricercatori hanno concluso che a causare la particolare colorazione dell’acqua fosse del ferro ossidato, ritenendo che si trattasse di ciò che rimaneva di un antico lago di acqua salata, congelatosi oltre 5 milioni di anni fa.

Recentemente, però, uno studio dell’Università dell’Alaska e del Colorado College ha rivelato che la cascata proviene da un grande lago che è rimasto sotto al ghiaccio per un milione di anni: grazie alle moderne tecnologie, gli scienziati sono stati in grado di osservare l’acqua mentre scorre sotto al ghiacciaio Taylor: “Il sistema che abbiamo usato per vedere cosa ci fosse sotto al ghiacciaio ricorda quello utilizzato dai pipistrelli per non andare a sbattere contro ciò che hanno attorno”, ha spiegato la co-autrice dello studio Christina Carr.

Gli studiosi sono rimasti scioccati dal fatto che il lago non si sia mai congelato, nonostante sia rimasto sotto lo strato di ghiaccio per così tanto tempo, confermando comunque che il ghiacciaio ha un proprio sistema idrico che spiega il flusso costante di acqua alla “cascata di sangue”.